Agenzie ONU utilizzano un numero sospetto sulle morti materne per promuovere l’aborto globale

By Maciej Golubiewski | 2007

      (NUOVA YORK — C-FAM)   L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l'UNICEF e l'UNFPA ci hanno riferito continuamente negli ultimi anni che qualcosa come 500.000 – 600.000 donne muoiono a causa di complicazioni della gravidanza ogni anno. La risposta a questo problema, secondo queste agenzie, ripetuto anche nella recente conferenza  Women Deliver a Londra, è l'aborto. Si dice che queste donne non sarebbero morte se avessero avuto il diritto all'aborto. 
    
     Il fatto è che questo numero non si può comprovare, secondo l'ex-capo dell'Ufficio Statistica dell'ONU, Dr. Joseph Chamie. La maggior parte dei paesi del mondo non fornisce affatto dei dati precisi sulle morti. Molti paesi non riferiscono nemmeno il sesso dei morti, e pochi fanno sapere la causa della morte. Questo è confermato da  rapporti recenti rilasciati dalle stesse agenzie ONU che affermano autorevolmente che oltre 500.000 donne muoiono ogni anno da cause legate alla maternità. 
    
     In un recente comunicato, l'OMS ha ammesso che quasi due terzi delle morti non sono registrate nelle statistiche nazionali della maggior parte dei paesi in via di sviluppo. Sice che solo 31 dei 193 stati hanno statistiche affidabili sulle cause di morte.
    
     Due anni fa la Divisione per la Popolazione dell'ONU ha fatto un rapporto intitolato "Le donne nel mondo 2005: Progresso nelle statistiche" che diceva che "oltre un terzo dei 204 paesi o aree esaminati non ha riportato nemmeno una volta le morti suddivise per causa, sesso ed età." Il rapporto proseguiva dicendo che “anche là dove le morti sono desunte da un registro civile con riferimenti completi, le morti materne possono essere mancanti o non correttamente identificate, il che compromette l'affidabilità di tali statistiche." Il rapporto concludeva anche che il progresso nel riferire le morti per causa e sesso dal 1975 è stato molto limitato.
   
   Un rapporto congiunto, “Mortalità materna 2005”, emesso dall'OMS, UNICEF, UNFPA e Banca Mondiale ripete che "il progresso verso la quinta Meta del Millennio ha incontrato delle sfide, a causa della mancanza di dati affidabili sulla mortalità materna – in particolare negli ambienti dei paesi in via di sviluppo.”  Il rapporto prosegue: 99% delle  536,000 morti materne stimate avvengono nei paesi in via di sviluppo. Visto che queste agenzie dell'ONU ammettono che è quasi impossibile avere questo tipo di dati, ci si potrebbe chiedere come fanno allora a dire che quasi tutte queste morti avvengono in zone che non riferiscono tali dati. 
   
    La recente conferenza Women Deliver a Londra ha usato la cifra di 500.000 per promuovere l'aborto a richiesta. Una delegata alla Conferenza ha detto a Friday Fax, “Con tutte queste prove che è impossibile conoscere il numero di morti materne e morti da aborto, è grave che l'OMS, l'UNFPA, l'UNICEF ed altri diano delle linee guida –  in particolare nel caso della promozione del diritto all'aborto – sulla base in pratica di zero dati. Bisognerebbe concentrarsi sull'organizzazione di buoni servizi sanitari che non solo forniscano cure decenti ma registrino anche le nascite e le morti, in modo da potervi fondare delle sane politiche nei confronti della mortalità materna."